DEI
SEPOLCRI (1807)
Il
carme Dei Sepolcri, composto nel 1806, svolge il tema
della tomba che si legava a un motivo polemico
d'attualità: un editto napoleonico, esteso all'Italia nel 1806,
aveva imposto che i cimiteri sorgessero fuori dei centri abitati e
che sulle tombe fossero poste lapidi semplici e uguali per
tutti. In realtà c'era un motivo igienico alla base dell'editto e anche
un motivo politico derivante dal principio di uguaglianza
fra tutti i cittadini, sancito dalla Rivoluzione francese. In ogni caso,
il fatto aveva suscitato infuocate polemiche e i cattolici, come il
Pindemonte, difendevano il culto dei defunti, e quindi l'istituzione
della sepoltura, dal punto di vista religioso. Foscolo,
ateo e materialista, in un primo tempo si era
pronunciato a favore della legge, ma poi meditò sul tema della
morte e mutò parzialmente parere riconoscendo che le tombe, se non
sono utili ai morti, giovano ai vivi. Si convinse, dunque, che ogni illusione
di sopravvivenza dopo la morte è impossibile e che il culto dei defunti
non ha alcun fondamento se si basa sulla convinzione di
una dimensione ultraterrena. Ma, cionondimeno, volle recuperare il
significato terreno della morte sostenendo che l'unica
sopravvivenza possibile è su questa terra, nel ricordo e nel legame
ideale di continuità che si stabilisce grazie
alla "corrispondenza di amorosi sensi",
definita "divina", con i vivi, perché vince la
morte e consente una
sopravvivenza ideale. Le tombe,testimonianza delle
imprese gloriose e come tali ritenute sacre, hanno finito per
divenire, nel corso dei secoli, oggetto di culto religioso.
Nacque, così, il culto delle tombe che l'amor di patria e
l'affetto dei congiunti hanno tramandato per
secoli. Per il Foscolo, inoltre, la poesia ha il compito
di eternare il ricordo dei Grandi, per cui le tombe
degli uomini illustri accendono l'animo dei forti e li
spronano a compiere nobili imprese. Si può affermare,
pertanto, che la meditazione sulla morte diventa un
inno alla vita e acquista il significato di messaggio sociale
e politico-risorgimentale.
Metro: endecasillabi sciolti.
<< DEORUM MANIUM IURA SANCTA SUNTO >> *
Parafrasi
---------
¦¦
All'ombra de' cipressi e dentro
l'urne ¦¦ Il sonno della morte
è forse meno duro
¦¦ all'ombra dei cipressi o in un sepol-
confortate di pianto è forse il
sonno ¦¦ cro
confortato dal pianto dei super-
¦¦ stiti? Quando non sarò più vivo (Quan-
della morte men duro? Ove più il
Sole ¦¦ do il sole
non alimenterà più per me
¦¦ la vita del mondo animale e vegetale),
per me alla terra non fecondi
questa ¦¦ quando
non potrò più
godere
¦¦
5
bella d'erbe famiglia e
d'animali,
¦¦ dei doni della
natura,
¦¦
6
e quando vaghe di lusinghe
innanzi
¦¦ e quando le ore del
futuro
¦¦
a me non danzeran l'ore
future,
¦¦ non danzeranno più dinnanzi a me
¦¦ piene di allettanti
promesse,
8
né da te, dolce amico, udrò più il verso ¦¦
quando, o caro Pindemonte, non ascolte-
¦¦ rò più i tuoi versi e la malinconica
e la mesta armonia che lo
governa,
¦¦ musicalità che li caratterizza,
¦¦
10
né più nel cor mi parlerà lo
spirto ¦¦ e
quando non parleranno più
¦¦ al mio cuore l'ispirazione
11
delle vergini Muse e
dell'amore,
¦¦ della poesia e la voce dell'amore,
¦¦
unico spirto a mia vita
raminga,
¦¦ unico sollievo nella mia vita
¦¦
errabonda,
qual fia ristoro a' dì perduti un
sasso ¦¦ quale giovamento potrà
costituire
¦¦ per me, per la mia vita distrutta,
che distingua le mie dalle
infinite ¦¦
una lapide che distingua le mie
¦¦
15
ossa che in terra e in mar semina morte? ¦¦
dalle infinite ossa che la morte
¦¦ dissemina sulla terra e nel mare?
Vero è ben, Pindemonte! Anche
¦¦
Perfino la
speranza,
17
ultima Dea, fugge i sepolcri; e
involve ¦¦ ultima dea, fugge dai
sepolcri;
¦¦
tutte cose l'oblio nella sua
notte; ¦¦ e
l'oblio avvolge nella sua
¦¦ oscurità tutte le
cose;
¦¦
19
e una forza operosa le
affatica
¦¦ e la forza operosa e incessante
¦¦
20
di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe ¦¦
della natura le trascina nel vorti-
¦¦ ce del suo moto perenne; e il tempo
e l'estreme sembianze e le
reliquie ¦¦
trasforma l'uomo, il suo sepolcro,
¦¦ il suo ultimo aspetto e
i
della terra e del ciel traveste il tempo. ¦¦
resti della terra e del cielo.
¦¦
23
Ma perché pria del tempo a sé il mortale ¦¦
Ma perché prima del tempo, l'uomo
¦¦
24
invidierà l'illusion che
spento
¦¦ dovrà privarsi dell'illusione che,
¦¦
25
pur lo sofferma al limitar di
Dite? ¦¦
nonostante sia morto, ancora lo trat-
¦¦ tiene temporaneamente sulla soglia
Non vive ei forse anche sotterra, quando ¦¦
dell'aldilà? Non vive egli forse
¦¦ anche sotto terra,
quando
gli sarà muta l'armonia del
giorno, ¦¦
gli sarà muta l'armonia del giorno,
¦¦
se può destarla con soavi
cure
¦¦ se può risvegliare(tale armonia)nella
¦¦
mente dei suoi,attraverso la cura amo-
nella mente de' suoi? Celeste è
questa ¦¦ revole del sepolcro?
Divina è questa
¦¦
30
corrispondenza d'amorosi
sensi,
¦¦ corrispondenza di sentimenti generati
¦¦
dall'amore,
31
celeste dote è negli umani; e
spesso ¦¦ divino
dono riservato agli uomini;
¦¦
per lei si vive con l'amico
estinto ¦¦ e
spesso attraverso questa corrispon-
¦¦ denza affettiva si continua a vivere
33
e l'estinto con noi, se pia la
terra ¦¦ con
l'amico estinto e il defunto con
¦¦ noi, a patto che la
terra
che lo raccolse infante e lo
nutriva, ¦¦ natia gli
offra un
ultimo
¦¦
35
nel suo grembo materno ultimo
asilo ¦¦
rifugio nel suo
grembo
¦¦
porgendo, sacre le reliquie
renda
¦¦ e preservi i suoi sacri
resti
¦¦
dall'insultar de' nembi e dal
profano ¦¦ dall'infuriare
delle tempeste e dal
¦¦
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, ¦¦ piede
profanatore del volgo, e
¦¦ una lapide conservi il
nome
e di fiori odorata arbore
amica
¦¦ e un albero
amico
¦¦
40
le ceneri di molli ombre
consoli.
¦¦ consoli le ceneri con
tenere
¦¦ ombre e con fiori
profumati.
Sol chi non lascia eredità d'affetti
¦¦ Solo chi non lascia eredità di valori
¦¦ ideali e di affetti sinceri non si ral-
poca gioia ha dell'urna; e se pur
mira ¦¦ legra al pensiero di
avere una tomba; e
¦¦ se pure si prefigura la sua sorte dopo
dopo l'esequie, errar vede il suo spirto, ¦¦ i
funerali, vede vagare il suo spiri-
¦¦
44
fra 'l compianto de' templi
Acherontei, ¦¦ to, fra le pene
dolorose dell'Inferno,
¦¦
45
o ricovrarsi sotto le grandi
ale
¦¦ oppure rifugiarsi sotto le grandi ali
¦¦
del perdono d'Iddio: ma la sua
polve ¦¦ del
perdono di Dio, ma lascia fra le
¦¦
lascia alle ortiche di deserta
gleba ¦¦ ortiche i
suoi resti in una terra
¦¦
ove né donna innamorata
preghi,
¦¦ deserta, dove né una donna innamorata
¦¦
né passeggier solingo oda il
sospiro ¦¦ preghi
né un viandante solitario oda
¦¦
50
che dal tumulo a noi manda
Natura.
¦¦ il sospiro che
¦¦
attraverso la
tomba.
51
Pur nuova legge impone oggi i
sepolcri ¦¦ Eppure una nuova
legge impone oggi
¦¦ che i sepolcri siano
posti
fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti ¦¦ fuori dalle
città (lontani dalle cure
¦¦ pietose) e sottrae il nome ai morti.
contende. E senza tomba giace il
tuo ¦¦ E senza
tomba, o Talia (musa della
¦¦ poesia epico-satirica), giace il tuo
sacerdote, o Talia, che a te
cantando ¦¦
sacerdote(Parini) che,cantando le tue
¦¦
55
nel suo povero tetto educò un
lauro ¦¦
lodi, coltivò un albero di alloro
¦¦ nella sua povera
casa
con lungo amore; e t'appendea
corone; ¦¦ e ti
incoronava con i suoi versi;
¦¦
¦¦
e tu gli ornavi del tuo riso i
canti ¦¦ e tu
abbellivi con il tuo riso
¦¦ ironico i suoi canti che sferzavano
che il lombardo pungean
Sardanapalo, ¦¦ il
nobile lombardo (Sardanapalo,
¦¦ ultimo re degli Assiri, famoso per la
cui solo è dolce il muggito de'
buoi ¦¦ sua
pigrizia e mollezza) cui è gradito
¦¦
60
che dagli antri abduani e dal
Ticino ¦¦ solo il
muggito dei buoi delle stalle
¦¦ dell'Adda e del Ticino che lo rendono
lo fan d'ozi beato e di vivande.
¦¦ appagato di ozio e di vivande (inte-
¦¦ ressi volgarmente
materiali).
O bella Musa, ove sei tu? Non
sento ¦¦ O
bella musa, dove sei tu? Non sento
¦¦
63
spirar l'ambrosia, indizio del tuo Nume, ¦¦
il profumo dell'ambrosia, segno della
¦¦
fra queste piante ov'io siedo e
sospiro ¦¦ tua presenza, fra queste
piante dove
¦¦
65
il mio tetto materno. E tu
venivi
¦¦ io siedo e penso alla mia patria
¦¦ (Venezia e la madre). E tu venivi
e sorridevi a lui sotto quel
tiglio ¦¦ e
sorridevi a lui (Parini) sotto
¦¦
ch'or con dimesse frondi va
fremendo ¦¦ quel
tiglio, che ora con i rami
¦¦ dimessi freme di
dolore
perché non copre, o Dea, l'urna del vecchio ¦¦ perché non
ricopre, o Dea, la tomba
¦¦ del vecchio, a cui offriva con
cui già di calma era cortese e
d'ombre. ¦¦ dolcezza serenità e
ombra.
¦¦
70
Forse tu fra plebei tumuli
guardi
¦¦ Forse tu, fra le tombe plebee osservi
¦¦
vagolando, ove dorma il sacro
capo ¦¦
vagando quà e là, ove riposi il sacro
¦¦
del tuo Parini? A lui non ombre
pose ¦¦ capo del
tuo Parini? A lui la città
¦¦
73
tra le sue mura la città,
lasciva
¦¦ corrotta, allettatrice di poeti privi
¦¦
d'evirati cantori
allettatrice,
¦¦ di virilità,non offrì ombra fra le sue
¦¦
75
non pietra, non parola; e forse
l'ossa ¦¦ mura, né una lapide,
né un'epigrafe; e
¦¦ forse il
ladro,
¦¦
col mozzo capo gl'insanguina il
latro ¦¦ condannato al
patibolo per i suoi
¦¦ delitti, gli insanguina le ossa
che lasciò sul patibolo i
delitti.
¦¦ con il suo capo mozzo.
¦¦
78
Senti raspar fra le macerie e i
bronchi ¦¦ Senti la cagna randagia
raspare tra i
¦¦
la derelitta cagna
ramingando
¦¦ ruderi e gli sterpi ululando e vagando
¦¦
80
su le fosse, e famelica
ululando;
¦¦ affamata sulle
fosse;
¦¦
e uscir del teschio, ove fuggia
¦¦ era nascosta per sfuggire il chiarore
82
l'ùpupa, e svolazzar su per le
croci ¦¦ della luna
e svolazzare sulle croci
¦¦
sparse per la funerea
campagna,
¦¦ sparse nel
cimitero
¦¦
e l'immonda accusar col
luttuoso
¦¦ e l'uccello immondo rimproverare
¦¦
85
singulto i rai di che son pie le stelle ¦¦
con un singhiozzo funesto i raggi
¦¦ con i quali le stelle mostrano
86
alle obbliate sepolture.
Indarno
¦¦ pietà per le tombe dimenticate.
¦¦
sul tuo poeta, o Dea, preghi
rugiade ¦¦ Invano o Dea
invochi dalla squal-
¦¦ lida notte un pò di rugiada per
dalla squallida notte. Ahi! su gli estinti ¦¦ il tuo poeta.
Ahi! Sulle tombe dei
¦¦ defunti non nasce un fiore che
non sorge fiore, ove non sia
d'umane ¦¦ non sia
alimentato dall'amore e
¦¦
90
lodi onorato e d'amoroso
pianto.
¦¦ dalla devozione dei sopravvissuti.
¦¦ Dal giorno in cui l'istituzione
91
Dal dì che nozze e tribunali ed
are ¦¦ Dei
matrimoni, della giustizia e
¦¦ della religione concessero agli
dier alle umane belve esser
pietose ¦¦ uomini,
fino ad allora simili alle
¦¦ bestie, di provare un senso di
di sé stesse e d'altrui, toglieano i vivi ¦¦ pietà
verso sé stessi e verso gli
¦¦ altri, i vivi ritennero di
dover
all'etere maligno ed alle
fere
¦¦ sottrarre all'aria corrompitrice
¦¦ e alle
fiere
¦¦
95
i miserandi avanzi che
Natura
¦¦ i miseri resti dei defunti che
¦¦ la natura, con
una
96
con veci eterne a sensi altri
destina. ¦¦ serie di incessanti
trasformazioni,
¦¦ destina ad altre forme di vita.
Testimonianza a' fasti eran le
tombe, ¦¦ Le tombe erano testimonianza
di glo-
¦¦
ed are a' figli; e uscian quindi i responsi ¦¦ ria e altari per i
figli; e da esse
¦¦ uscivano i responsi degli dei dome-
de' domestici Lari, e fu
temuto
¦¦ stici(Lari o antenati)e fu rispettato
¦¦
100
su la polve degli avi il giuramento:
¦¦ il giuramento fatto sulla tomba
¦¦ degli
avi:
religion che con diversi
riti
¦¦ religioni che attraverso riti diversi
¦¦
le virtù patrie e la pietà
congiunta ¦¦ tramandarono
per secoli gli ideali di
¦¦
tradussero per lungo ordine
d'anni. ¦¦ patria
uniti alla
pietà
¦¦ verso i
congiunti.
104
Non sempre i sassi sepolcrali a' templi ¦¦
Non sempre le tombe costituirono
¦¦
105
fean pavimento; né agl'incensi
avvolto ¦¦ il pavimento delle chiese;
né i fede-
¦¦
de' cadaveri il lezzo i
supplicanti ¦¦ li
furono disturbati dal fetore dei
¦¦
contaminò; né le città fur meste
¦¦ cadaveri unito al profumo dell'incen-
¦¦ so; né le città furono rattristate
d'effigiati scheletri: le
madri
¦¦ da raffigurazioni di scheletri:
¦¦
balzan ne' sonni esterrefatte, e tendono ¦¦ le
madri balzano terrorizzate nel
¦¦
110
nude le braccia su l'amato
capo
¦¦ sonno e tendono le braccia nude sul
¦¦
del lor caro lattante onde nol
desti ¦¦ capo amato del loro
caro lattante,
¦¦ affinché non sia
destato
il gemer lungo di persona
morta
¦¦ dal lungo gemere di qualche defunto
¦¦
¦¦
113
chiedente la venal prece agli
eredi ¦¦ che chiede
ai parenti offerte per
¦¦
114
dal santuario. Ma cipressi e
cedri ¦¦
preghiere presso il santuario. Ma
¦¦ cipressi e
cedri,
115
di puri effluvii i zefiri
impregnando ¦¦ impregnando i
venticelli primaverili
¦¦
perenne verde protendean su
l'urne ¦¦ di
puri profumi, offrivano verde pe-
¦¦ renne sui sepolcri, perché rimanesse
per memoria perenne, e
preziosi
¦¦ ricordo imperituro e raccoglievano
¦¦
118
vasi accogliean le lagrime
votive. ¦¦ in
preziosi vasi le lacrime votive
¦¦ (offerte simbolicamente agli estinti).
Rapian gli amici una favilla al Sole
¦¦ Gli amici rapivano una scintilla di
¦¦
120
a illuminar la sotterranea
notte
¦¦ luce al sole (fiaccola) per illuminare
¦¦ le tenebre sotterranee, perché
perché gli occhi dell'uom cercan morendo ¦¦ gli
occhi dell'uomo morendo cercano
¦¦
il Sole; e tutti l'ultimo
sospiro
¦¦ il Sole; e tutti i cuori rivolgono
¦¦
mandano i petti alla fuggente
luce. ¦¦ l'ultimo sospiro
alla luce che fugge.
¦¦ Le
fontane,
Le fontane versando acque
lustrali ¦¦
versando acque purificatrici,
¦¦
125
amaranti educavano e
viole
¦¦ facevano crescere amaranti e viole
¦¦
su la funebre zolla; e chi
sedea
¦¦ sulla tomba; e colui che sedeva a li-
¦¦
a libar latte e a raccontar sue
pene ¦¦ bare latte
(versare il latte a goccia
¦¦ a goccia) e a raccontare le sue pene
ai cari estinti, una fragranza
intorno ¦¦ ai cari defunti, sentiva
tutt'intorno
¦¦ un profumo come dei
campi
129
sentia qual d'aura de' beati
Elisi. ¦¦ Elisi
(paradiso dei pagani).
¦¦
130
Pietosa insania, che fa cari gli
orti ¦¦ Pietosa illusione che
rende cari i
¦¦
de' suburbani avelli alle
britanne ¦¦
giardini dei cimiteri periferici alle
¦¦ fanciulle
inglesi
¦¦
vergini dove le conduce
amore
¦¦ dove le porta
l'amore
¦¦
della perduta madre, ove
clementi
¦¦ per la madre estinta e dove pregarono
¦¦
i Geni (Dei tutelari della patria),
pregano i Geni del ritorno al
prode ¦¦ perché
clementi favorissero
¦¦ il ritorno del prode (Nelson)
135
che tronca fe' la trionfata nave
¦¦ che fece troncare l'albero maestro
¦¦ della nave
conquistata
del maggior pino, e si scavò la
bara. ¦¦ (Oriente, nave
francese conquistata
¦¦ in Egitto) e si costruì la bara.
Ma ove dorme il furor d'inclite
geste ¦¦ Ma dove è assopito
l'ardore di gesta
¦¦
e sien ministri al vivere
civile
¦¦ eroiche e dove la ricchezza e la viltà
¦¦ regolano la vita civile, i monumenti
l'opulenza e il tremore, inutil pompa
¦¦ funebri sono una
inutile
¦¦
140
e inaugurate immagini
dell'Orco
¦¦ ostentazione di ricchezza e funeste
¦¦
sorgon cippi e marmorei
monumenti. ¦¦
immagini di morte
(orco).
¦¦
Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo, ¦¦ Già gli intellettuali, i
commercianti,
¦¦
decoro e mente al bello italo
regno, ¦¦ i nobili,
decoro e mente del bel regno
¦¦ italico, ancora vivi sono già
nelle adulate reggie ha
sepoltura
¦¦ sepolti nelle regge adulate e hanno
¦¦
145
già vivo, e i stemmi unica laude. A noi ¦¦
come unica ricchezza gli stemmi. A noi
¦¦
morte apparecchi riposato
albergo, ¦¦ la
morte prepari un rifugio tranquillo
¦¦
ove una volta la fortuna
cessi
¦¦ dove, una volta che la sfortuna cessi
¦¦
¦¦
dalle vendette, e l'amistà
raccolga ¦¦ di
perseguitarci, l'amico raccolga non
¦¦
non di tesori eredità, ma
caldi
¦¦ eredità di tesori, ma l'esempio di
¦¦
¦¦
150
sensi e di liberal carme
l'esempio. ¦¦ caldi
sentimenti e un carme
¦¦
degno di un uomo
libero.
151
A egregie cose il forte animo accendono ¦¦
Le tombe dei grandi, o Pindemonte,
¦¦ stimolano l'animo
forte
152
l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella ¦¦
a compiere cose egregie; e rendono
¦¦
e santa fanno al peregrin la
terra ¦¦ allo
straniero bella e sacra la terra
¦¦
che le ricetta. Io quando il
monumento ¦¦ che le accoglie. Io, -
quando vidi il
¦¦
155
vidi ove posa il corpo di quel
grande ¦¦ sepolcro dove riposa
il corpo di quel
¦¦
che temprando lo scettro a'
regnatori ¦¦ grande
(Machiavelli) che rafforzando lo
¦¦
gli allor ne sfronda, ed alle genti svela ¦¦ scettro al
principe lo sfronda di ogni
¦¦
gloria e rivela ai popoli di quante
di che lagrime grondi e di che
sangue; ¦¦ lacrime e di quanto sangue
grondi;
¦¦
159
e l'arca di colui che nuovo
Olimpo ¦¦ e
la tomba di colui che innalzò a
¦¦
160
alzò in Roma a' Celesti; e di chi
vide ¦¦ Roma un nuovo tempio agli dei
(Miche-
¦¦ langelo, Basilica di S.Pietro)
sotto l'etereo padiglion
rotarsi
¦¦ e di colui che vide sotto la volta
¦¦ celeste ruotare più pianeti
e il
162
più mondi, e il Sole irradiarli immoto, ¦¦
sole illuminarli immobile (Galileo)
¦¦
163
onde all'Anglo che tanta ala vi
stese ¦¦ per cui aprì per primo
le vie
¦¦ del cielo dove l'inglese Newton
sgombrò primo le vie del
firmamento; ¦¦ spaziò con
le ali del suo ingegno; -
¦¦
165
te beata, gridai, per le
felici
¦¦ te beata, gridai (o Firenze) per la
¦¦
aure pregne di vita, e pe'
lavacri ¦¦
tua aria salubre e per i fiumi
¦¦ che l'appennino
attraverso
che da' suoi gioghi a te versa Apennino! ¦¦ i
suoi gioghi porta fino a te!
¦¦
¦¦
Lieta dell'aer tuo veste
¦¦
di luce limpidissima i tuoi
colli
¦¦ le tue colline, in festa per la
¦¦
170
per vendemmia festanti, e le
convalli ¦¦ vendemmia, di luce
limpidissima
¦¦
popolate di case e d'oliveti
¦¦ e le valli piene di case e di oliveti
¦¦
mille di fiori al ciel mandando incensi: ¦¦
emanano mille profumi al cielo:
¦¦
e tu prima, Firenze, udivi il
carme ¦¦ e tu per
prima, Firenze, udisti i versi
¦¦
174
che allegrò l'ira al Ghibellin fuggiasco, ¦¦ che
placarono l'ira del Ghibellino
¦¦
175
e tu i cari parenti e
l'idioma
¦¦ fuggiasco, e tu desti le origini e la
¦¦
176
desti a quel dolce di Galliope
labbro ¦¦ lingua a quel dolce
poeta (Petrarca)
¦¦ che attraverso l'ispirazione di Cal-
che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma ¦¦
liope (musa della posia epica) tra-
¦¦ sformò l'amore, che in Grecia e a Roma
d'un velo candidissimo
adornando,
¦¦ era cantato in modo sensuale,adornando-
¦¦ lo di un velo candidissimo (spiritualiz-
rendea nel grembo a Venere
Celeste: ¦¦
zandolo) e lo restituì a Venere celeste:
¦¦
180
ma più beata ché in un tempio
accolte ¦¦ ma più beata perché
raccolte in un solo
¦¦
serbi l'Itale glorie, uniche
forse ¦¦
tempio (nella chiesa di Santa Croce)
¦¦
da che le mal vietate Alpi e
l'alterna ¦¦ conservi le glorie
italiane, le
¦¦ uniche forse dacché le Alpi maldifese
onnipotenza delle umane
sorti
¦¦ e le alterne vicende degli uomini ti
¦¦
184
armi e sostanze t'invadeano ed
are ¦¦
privavano di armi, ricchezze, altari,pa-
¦¦
¦¦
185
e patria e, tranne la memoria,
tutto. ¦¦ tria, di tutto tranne
che della memoria.
¦¦
Che ove speme di gloria agli
animosi ¦¦ Perché dove
risplenda una speranza di
¦¦
intelletti rifulga ed
all'Italia,
¦¦ gloria per gli intelletti generosi,
¦¦
quindi trarrem gli auspicii. E a questi marmi ¦¦ proprio da queste tombe
trarremo
¦¦ auspici. E a queste tombe venne
venne spesso Vittorio ad
ispirarsi. ¦¦
spesso Vittorio Alfieri a ispirarsi.
¦¦
190
Irato a' patrii Numi, errava
muto ¦¦
Adirato con gli dei tutelari della
¦¦
ove Arno è più deserto, i campi e il cielo ¦¦ patria, vagava
muto dove l'Arno è più
¦¦ deserto osservando ansioso i campi e
desioso mirando; e poi che
nullo
¦¦ il cielo; ma poiché nessun aspetto
¦¦
vivente aspetto gli molcea la
cura, ¦¦ vivente
gli placava l'angoscia, qui tro-
¦¦
qui posava l'austero; e avea sul
volto ¦¦ vava riposo l'austero; e
aveva sul vol-
¦¦
195
il pallor della morte e la
speranza. ¦¦ to il
pallore e la speranza della morte.
¦¦
Con questi grandi abita eterno: e l'ossa ¦¦ Con
questi Grandi egli abita in eterno:
¦¦
fremono amor di patria. Ah sì! da quella ¦¦ e le
ossa fremono di amore di patria. E'
¦¦
religiosa pace un Nume parla:
¦¦ proprio vero! Da quella religiosa pace
¦¦ del sepolcro parla una divinità:
e nutrìa contro a' Persi in
Maratona ¦¦ e alimentò il
coraggio dei Greci contro
¦¦
200
ove Atene sacrò tombe a' suoi
prodi, ¦¦ i Persiani a
Maratona dove Atene rese
¦¦
201
la virtù greca e l'ira. Il
navigante ¦¦ sacre le
tombe dei suoi eroi. Il navi-
¦¦
202
che veleggiò quel mar sotto
l'Eubèa, ¦¦ gante che solcò
quel mare, costeggian-
¦¦ do l'isola di
Eubea
¦¦
vedea per l'ampia oscurità scintille
¦¦ vedeva attraverso l'immensa oscurità
¦¦
balenar d'elmi e di cozzanti
brandi, ¦¦ balenare
scintille d'elmi e di
¦¦ spade cozzanti;
205
fumar le pire igneo vapor,
corrusche ¦¦ vedeva
fumare i roghi di fiamme e rossi
¦¦
d'armi ferree vedea larve
guerriere ¦¦
vapori, lampeggiare armi di ferro, fan-
¦¦
207
cercar la pugna; e all'orror de' notturni ¦¦ tasmi di
guerrieri cercare la battaglia;
¦¦
silenzi si spandea lungo ne'
campi ¦¦ si
diffondeva attraverso i campi, nel-
¦¦ l'orrore della notte silenziosa,una con-
¦¦
di falangi un tumulto e un suon di tube, ¦¦
fusione di schiere e un suono di trombe
¦¦
210
e un incalzar di cavalli
accorrenti ¦¦ e un
incalzare di cavalli che accorreva-
¦¦
scalpitanti su gli elmi a'
moribondi, ¦¦ no scalpitanti
sugli elmi e si vedeva
¦¦ il pianto dei moribondi e gli inni
212
e pianto, ed inni, e delle Parche il canto. ¦¦ dei vincitori e il
canto delle Parche
¦¦ (dee della
morte).
Felice te che il regno ampio de' venti, ¦¦
Felice te, o Ippolito, che nella tua
¦¦ giovinezza
percorrevi
Ippolito, a' tuoi verdi anni
correvi! ¦¦ la vastità dei
mari.
¦¦
215
E se il piloto ti drizzò l'antenna
¦¦ E se il timoniere indirizzò la nave
¦¦
oltre l'isole egèe, d'antichi
fatti ¦¦ oltre le
isole Egee, sentisti risuonare
¦¦
certo udisti suonar
dell'Ellesponto ¦¦
le spiagge dell'Ellesponto di antiche
¦¦
i liti, e la marea mugghiar
portando ¦¦ storie, e il
rimbombare delle maree che
¦¦
alle prode retèe l'armi
d'Achille
¦¦ portavano al promontorio reteo (Bosforo)
¦¦
220
sovra l'ossa d'Aiace: a'
generosi
¦¦ le armi di Achille sulla tomba di Aiace:
¦¦
giusta di glorie dispensiera è
morte; ¦¦ la morte è giusta
dispensatrice di
¦¦
¦¦
né senno astuto, né favor di
regi ¦¦
gloria per gli eroi; né l'astuta intel-
¦¦
all'Itaco le spoglie ardue
serbava, ¦¦
ligenza, né il favore dei re permisero
¦¦
a Ulisse di conservare le armi di
ché alla poppa raminga le
ritolse
¦¦ Achille difficili da meritare, perché
¦¦
225
l'onda incitata dagl'inferni
Dei. ¦¦
l'onda incitata dagli dei infernali
¦¦ le strappo alla nave fuggiasca.
E me che i tempi ed il desio
d'onore ¦¦ E a me, che la
crudeltà dei tempi e il
¦¦ desiderio di mantenere intatta la
fan per diversa gente ir
fuggitivo, ¦¦ mia dignità
costringono esule fra
¦¦ gente straniera, a me sia affidato il
me ad evocar gli eroi chiamin le
Muse ¦¦ compito di celebrare
gli eroi da par-
¦¦ te di quelle muse che animano il pen-
del mortale pensiero animatrici.
¦¦ siero
degli uomini (poesia immortale).
¦¦
230
Siedon custodi de' sepolcri e
quando ¦¦ Le Pimplee
(Muse) siedono a custodia
¦¦
il tempo con sue fredde ale vi
spazza ¦¦ delle tombe e, quando
il tempo con le
¦¦ sue fredde ali spazza via dalla terra
232
fin le rovine, le Pimplèe fan
lieti ¦¦ anche le
ultime rovine, esse
¦¦ allietano con i loro canti quei
di lor canto i deserti, e
l'armonia ¦¦
deserti e la loro voce armoniosa
¦¦
234
vince di mille secoli il
silenzio. ¦¦
supera di millenni il silenzio.
¦¦
235
Ed oggi nella Tròade
inseminata
¦¦ E oggi nella Troade deserta risplende
¦¦
eterno splende a' peregrini un
loco ¦¦ eterno ai
viaggiatori un luogo,
¦¦
eterno per
¦¦
Giove, ed a Giove diè Dàrdano
figlio ¦¦ a cui si unì
Giove e che a Giove diede
¦¦ un figlio, Dardano, da cui discese Ilo,
239
onde fur Troia e Assàraco e i cinquanta ¦¦
capostipite dei Troiani, e Assaraco e i
¦¦
240
talami e il regno della Giulia
gente. ¦¦ cinquanta figli di
Priamo e il regno
¦¦ della gente Giulia
(romani).
¦¦
241
Però che quando Elettra udì
¦¦
che lei dalle vitali aure del
giorno ¦¦ che la chiamava
alla beatitudine del-
¦¦
243
chiamava a' cori dell'Eliso, a
Giove ¦¦ l'Eliso
togliendola alla luce del
¦¦ giorno, a Giove rivolse una estrema
mandò il voto supremo: E se,
diceva, ¦¦ preghiera:
"E se, diceva, ti furono
¦¦
245
a te fur care le mie chiome e il
viso ¦¦ cari i miei capelli, il
mio viso
¦¦
e le dolci vigilie, e non mi
assente ¦¦ e le dolci
notti trascorse insieme,
¦¦
premio miglior la volontà de'
fati, ¦¦ e se la
volontà del destino non
¦¦ mi permette un premio
più
la morta amica almen guarda dal
cielo ¦¦ grande (immortalità)
almeno proteggi
¦¦ dal cielo la tua morta amica, affinché
onde d'Elettra tua resti la
fama.
¦¦ di Elettra rimanga eterno il ricordo.
¦¦
250
Così orando moriva. E ne
gemea
¦¦ Così pregando moriva. E piangeva
¦¦
251
l'Olimpio; e l'immortal capo accennando ¦¦
Giove; e, chinando il capo in senso di
¦¦
piovea dai crini ambrosia su
¦¦
e fe' sacro quel corpo e la sua tomba.
¦¦ capelli sulla ninfa e rese sacro quel
¦¦ corpo e quella
tomba.
254
Ivi posò Erittonio, e dorme il giusto
¦¦ Qui fu sepolto Erittonio, e dormono il
¦¦
255
cenere d'Ilo; ivi l'iliache
donne
¦¦ giusto sonno i discendenti di Ilo; qui
¦¦
sciogliean le chiome, indarno ahi! deprecando ¦¦ le donne troiane sciolgono le
loro
¦¦ chiome, supplicando inutilmente di
da' lor mariti l'imminente
fato;
¦¦ allontanare dai loro mariti
¦¦ l'imminente destino di
morte;
256
ivi Cassandra, allor che il Nume in petto ¦¦ qui giunse
Cassandra (profetessa figlia
¦¦ di Priamo) dal momento in cui Apollo le
le fea parlar di Troia il dì
mortale, ¦¦ aveva fatto
profetizzare l'ultimo
¦¦ giorno di
Troia;
¦¦
260
venne, e all'ombre cantò carme amoroso, ¦¦
e ai defunti levò un canto d'amore
¦¦
e guidava i nepoti, e
l'amoroso
¦¦ e conduceva i nipoti e guidava i
¦¦
apprendeva lamento ai
giovinetti.
¦¦ giovinetti all'amoroso lamento funebre.
¦¦
263
E dicea sospirando: Oh, se mai
d'Argo, ¦¦ E diceva sospirando: se
mai un giorno
¦¦ dalla Grecia, dove accudirete ai caval-
ove al Tidide e di Laerte al
figlio ¦¦ li del
figlio di Tideo (Diomede) e del
¦¦
265
pascerete i cavalli, a voi
permetta ¦¦ glio di
Laerte (Ulisse) vivendo come
¦¦
ritorno il cielo, invan la patria vostra ¦¦
schiavi, il cielo vi permetterà il ri-
¦¦
cercherete! Le mura opra di
Febo
¦¦ torno in patria invano cercherete
¦¦
sotto le lor reliquie
fumeranno.
¦¦ Troia! Le mura della città, opera di
¦¦ Apollo, bruceranno sotto i loro resti.
269
Ma i Penati di Troia avranno
stanza ¦¦ Ma gli
dei tutelari di Troia dimoreran-
¦¦
270
in queste tombe; ché de' Numi è dono
¦¦ no in queste tombe; perché è dono degli
¦¦ dei conservare nelle
avverse
serbar nelle miserie altero
nome.
¦¦ fortune un nome
onorato.
¦¦
E voi, palme e cipressi che le
nuore ¦¦ E voi, palme e
cipressi che le nuore
¦¦
piantan di Priamo, e crescerete ahi presto! ¦¦ di Priamo piantano
presso le tombe dei
¦¦ martiri, crescerete rapidamente
di vedovili lagrime
innaffiati,
¦¦ innaffiati dalle lacrime vedovili,
¦¦
275
proteggete i miei padri: e chi la scure ¦¦
proteggete i miei padri: e colui che si
¦¦
asterrà pio dalle devote
frondi
¦¦ asterrà dal colpire con la scure le
¦¦
men si dorrà di consanguinei
lutti ¦¦
vostre fronde sacre, si dovrà dolere
¦¦ meno delle sventure familiari e più
e santamente toccherà
l'altare.
¦¦ santamente si avvicinerà all'altare.
¦¦
¦¦
Proteggete i miei padri. Un dì vedrete
¦¦ Proteggete i miei padri. Un giorno
¦¦
280
mendico un cieco errar sotto le
vostre ¦¦ vedrete un mendicante cieco
(Omero)
¦¦
antichissime ombre, e
brancolando
¦¦ vagare sotto le vostre antichissime
¦¦
282
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne, ¦¦ tombe e barcollando
penetrare nei
¦¦ sepolcri e abbracciare le urne
e interrogarle. Gemeranno gli
antri ¦¦ e
interrogarle. Le cavità sotterranee
¦¦
secreti, e tutta narrerà la
tomba
¦¦ gemeranno e la tomba narrerà tutto
¦¦
285
Ilio raso due volte e due
risorto
¦¦ di Troia rasa al suolo due volte e due
¦¦
splendidamente su le mute
vie
¦¦ volte splendidamente risorta sulle sue
¦¦
per far più bello l'ultimo
trofeo
¦¦ rovine per rendere più bello l'ultimo
¦¦
288
ai fatali Pelidi. Il sacro
vate,
¦¦ trionfo dei Greci prediletti dal Fato.
¦¦
placando quelle afflitte alme col canto, ¦¦ Il
sacro poeta (Omero), placando quelle
¦¦
290
i prenci argivi eternerà per
quante ¦¦ anime
infelici con la sua poesia,
¦¦ renderà eterno il ricordo dei Greci
abbraccia terre il grande padre Oceàno. ¦¦
in ogni parte della terra.
¦¦
291
E tu onore di pianti, Ettore,
avrai ¦¦ E tu, o
Ettore, avrai l'onore del
¦¦
ove fia santo e lagrimato il
sangue ¦¦ rimpianto
in tutti quei luoghi dove sa-
¦¦ rà considerato sacro, e quindi pianto,
per la patria versato, e finché il Sole ¦¦
il sangue versato per la patria, per
¦¦
295
risplenderà su le sciagure
umane.
¦¦ sempre, fino a quando il sole illumi-
¦¦ nerà la terra e le sue sventure.
==================================================================================
N O T E
-------
*
<< Siano santi i diritti degli dèi Mani >> (Sia
considerato sacro il culto
dei trapassati). E'questa la traduzione di una delle leggi romane
delle
Dodici tavole, posta come epigrafe dei Sepolcri, con la
funzione di conferire alle meditazioni del carme
un
senso di antica autorità e, quindi, di sacralità.
6 lusinghe:
allettanti promesse.
8 amico:
Ippolito Pindemonte, celebre per la traduzione
dell'Odissea, cui
Foscolo dedica i Sepolcri.
11 vergini
Muse...: ispirazione poetica e dell'amore;
17 ultima
Dea: la speranza fu la sola dea a rimanere sulla terra quando
tutti
gli dèi l'abbandonarono per salire all'Olimpo.
19-20
una forza operosa... moto: Foscolo, secondo le concezioni
meccanicisti-
che e materialistiche settecentesche, consi-
dera la natura come una forza che agisce
continuamente sulla materia in un perenne
ciclo di nascita, di trasformazione e di
morte, al quale non si sottrae
neppure
l'uomo.
23-24
ma perché...l'illusion: alle affermazioni dei versi
precedenti, volte
ad affermare l'inutilità delle tombe, si con-
trappone una nuova considerazione: le tombe
sono utili ai vivi perché permettono loro di
pensare che i propri cari non siano morti del
tutto, e che essi stessi non moriranno comple-
tamente, se un giorno qualcuno li ricorderà
rendendo omaggio alle loro tombe.
25 Dite:
Plutone, dio degli inferi nella mitologia greca.
30-31
corrispondenza...umani: questo legame di sentimenti
affettuosi è una
prerogativa divina concessa all'uomo, è qualcosa
di eccezionale perché, in un certo senso -
idealmente e illusoriamente - gli permette di
sconfiggere la morte.
33-40
se pia...consoli: perché si possa determinare questa
miracolosa "corri-
spondenza di amorosi sensi" è necessario che l'uomo
abbia una tomba nella sua patria, perché solo nella
sua patria l'uomo può veramente trovare
l'ultimo
riposo e solo là può godere delle cure dei suoi cari
sopravvissuti.
44 templi
Acherontei: regioni infernali dove scorre,
secondo la mitologia
greca, il fiume Acheronte.
51 nuova
legge: l'editto di Saint-Cloud, entrato in vigore in
Italia il 5
settembre 1806, vietava, per ragioni igieniche, che i sepolcri
fossero posti all'interno delle città e proibiva, per ragioni
egualitarie, che sui sepolcri fossero poste epigrafi con il
nome dei defunti.
63 ambrosia:
cibo degli dei che dà l'immortalità.
73 città:
Milano, la città in cui Parini visse.
78-86
senti...sepolture: la descrizione del cimitero dove è
sepolto Parini è
caratterizzata da immagini cupe, che si rifanno alla
poesia cimiteriale inglese di età preromantica.
82 ùpupa:
uccello erroneamente presentato come notturno, anche dal Parini, per
il suono lugubre, ma in realtà, diurno.
91-96
dal dì...destina: Foscolo riprende il pensiero del filosofo
settecente-
sco Gianbattista Vico e afferma che il culto dei morti
è iniziato con il sorgere stesso della civiltà, qui
esemplificato dall'istituzione del matrimonio, dalla
codificazione delle leggi e dalla nascita della reli-
gione.
99 Lari:
nel mondo romano erano gli antenati che ogni famiglia venerava.
104-114
Non sempre...: i versi, che descrivono le orrende consuetudini
funebri
del Medioevo, sono caratterizzati da una ricerca del
macabro a tutti i costi.
113 venal
prece...: polemica, di stampo razionalistico, contro l'usanza catto-
lica di far dire preghiere a pagamento per la salvezza
dell'anima
dei defunti.
118 vasi...:
contenitori aventi lo scopo di contenere le lacrime dei parenti,
offerte in voto ai morti.
129 Elisi:
Campi Elisi, la sede dei beati secondo il mito
pagano.
140 Orco:
è l'oltretomba pagano.
151-
Grandi e del loro potere di suggestione e
di
ispirazione sugli animi generosi.
155 quel
grande: Machiavelli, di cui Foscolo evidenzia la coscienza
civile e
l'impegno politico pur travisando la concezione del "Princi-
pe",
scritto non per denunciare i crimini dei monarchi
e
incitare alla ribellione contro diloro, ma per spronare il
Principe a unificare l'Italia per salvarla in tempo
dalla
dominazione straniera.
cupola di S.Pietro in Roma.
160-162
e di chi...immoto: la tomba di Galileo che sostenne e
dimostrò scien-
tificamente
che il sole era al centro del nostro
sistema solare (eliocentrismo) e i pianeti gli
ruotavano intorno (fu il fondatore della scienza
moderna).
163 Anglo:
l'inglese Isacco Newton che si avvalse delle scoperte di
Galileo
per sondare i misteri dell'universo e formularne le leggi.
174 Ghibellin
fuggiasco: Dante Alighieri appartenne al partito
politico dei
Guelfi
Bianchi, ma la sua ostilità verso il potere
temporale della Chiesa e la sua nostalgia per l'isti-
tuto politico dell'Impero lo accostano all'ideologia
dei Ghibellini.
di sensuali della tradizione greca e latina, ma in
maniera più dolce, restituendogli la sua spiritua-
lità.
184-185
armi e sostanze... tutto: intende la distruzione
e la devastazione
causate dalle continue invasioni straniere,
dalla calata in Italia di Carlo VIII (1494)
sino all'invasione francese del 1796.
201-207
Il navigante... pugna: Foscolo si riferisce alla
tradizione popolare
secondo cui nel luogo dove si svolse la batta-
glia di Maratona tutte le notti si possono
vedere i fantasmi dei morti che si scontrano in
un eterno duello.
202 sotto
l'Eubèa: sotto l'isola Eubea, cioè di fronte alla pianura
di Maratona.
212 Parche:
le Parche erano tre divinità che, nella mitologia classica,
presiedevano al corso della vita umana decidendo il momento
della nascita e della morte di ognuno.
215-220
E se il piloto... Aiace: Foscolo si riferisce al mito
secondo cui i
Greci avevano deciso che le armi di Achille,
morto durante la guerra di Troia, fossero
consegnate ad Aiace Telamonio. Ulisse, favo-
rito da Agamennone, se ne impadronì con
l'inganno ma, durante il viaggio di ritorno a
Itaca, la nave che le trasportava fece nau-
fragio e le onde del mare portarono le armi
sulla tomba di Aiace che ricevette, almeno da
morto, quello che gli spettava. La figura
di Aiace diviene qui il simbolo dell'uomo
eroico che solo da morto riceve il meritato
onore e la gloria che la giustizia umana gli
aveva negato in vita.
230-234
Siedon... silenzio: in questi versi Foscolo riassume la sua
concezione
della poesia eternatrice, della poesia cioè che
deve celebrare le gesta dei grandi
uomini e
renderli, in questo modo, immortali.
232 Pimplèe:
le Muse sono dette <<Pimplèe>> dal monte Pimpla,
in Tessaglia, a loro sacro.
235 Tròade:
regione dell'Asia Minore dove sorgeva
Troia.
239 Assàraco:
re troiano, progenitore di
Enea.
240 talami:
camere nuziali.
240 Giulia
gente: i Romani, discendenti dal troiano Enea e dal figlio Jiulo.
241-243
Parca... Eliso: Atropo, quella delle tre Parche che recide
il filo
della vita umana. Chiamava Elettra dalla vita perché
andasse con le anime che si raggruppano per cantare
nel regno dei morti.
dimora sul monte Olimpo (in Grecia).
254-255
Erittonio-Ilo: Erittonio e Ilio sono mitici eroi troiani.
255 iliache
donne: le donne troiane ("iliache"= di Ilio, altro
nome di Troia).
256 Cassandra:
figlia di Priamo; aveva ricevuto da Apollo (il Nume), che si
era invaghito di lei, il dono della profezia ma, per aver
rifiutato il suo amore, era stata condannata a non
essere
creduta (aveva infatti predetto la distruzione di Troia).
263 Argo:
città greca, che qui simboleggia tutta
269 i
Penati di Troia: gli antenati di Troia, divenuti dèi tutelari ("Penati")
della città.
280 mendico
un cieco: il poeta Omero che, secondo la tradizione, era cieco.
282 avelli:
monumenti sepolcrali.
288 ai
fatali Pelidi: per i Greci; ("Pelidi" sono propriamente
Achille e suo
figlio Pirro, detto anche
Neottolemo, discendenti di
Peleo che qui rappresenta tutti i Greci).
291 Ettore:
il più valoroso eroe troiano, ucciso in duello da Achille sotto le
mura di Troia che cadde nelle mani dei Greci solo dopo la morte di
Ettore.
291 E
tu... umane: anche Ettore, come Aiace, simboleggia l'eroe
sconfitto dal
destino sfavorevole.
Il carme, pur ribadendo la funzione eternatrice della
poesia, si conclude con una nota mesta e pessimistica:
lo scorrere del tempo, infatti, è
visto come un
perpetuarsi delle sofferenze dell'uomo.
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